LE GIORNATE DELLA TERZA MISSIONE – EDIZIONE 2025

giovedì, 18 Dicembre , 2025

Si è tenuta oggi, 18 Dicembre 2025, una delle “Giornate della Terza Missione” per l’edizione 2025 presso l’Università degli Studi di Salerno, per la valorizzazione delle conoscenze.

Tema della giornata è stato “Terza missione e futuri educativi. Tra innovazioni formative, inclusione e impatti territoriali“.
Lì, per noi, il Direttore Generale di PERCORSI – consorzio di cooperative sociali – il Dott. Valentino Santucci che ha, innanzitutto ringraziato il Dipartimento DISUPP e la Cattedra UNESCO per l’invito, per poi riportare le proprie riflessioni riguardo al valore ed importanza del Prog. E.Q.U.A.L.I.T.Y.
Di seguito l’intervento di questa mattina, in versione integrale:

“Intervengo oggi come operatore del Terzo Settore, che ha la responsabilità di verificare i segni che i progetti lasciano nei territori; quindi una visione esperienziale, molto concreta di tutto quanto si realizza: capire se i progetti funzionano davvero, cioè se lasciano qualcosa nelle comunità, nelle persone, nelle relazioni interpersonali. È una breve analisi che faccio con grande rispetto per il valore e il prestigio della Cattedra UNESCO, che per noi rappresenta una garanzia di visione, di rigore e di responsabilità pubblica. Quando un progetto nasce e cresce dentro questo perimetro, sappiamo che non è episodico, ma orientato al bene comune.”

Per questo vorrei soffermarmi su cinque aspetti che, secondo me, spiegano bene il valore di E.Q.U.A.L.I.T.Y., l’acronimo di Educare, Qualificare l’Umano tra Arte e Linguaggi Interdisciplinari Trasformativi 4 (for) Young, come azione di Terza Missione:

  1. perché funziona nei territori;
  2. che tipo di impatto culturale genera quando l’arte diventa un bene comune;
  3. come costruisce alleanze che restano;
  4. perché risponde a una domanda reale di replicabilità;
  5. e come questo progetto può crescere nel tempo, non per semplice moltiplicazione di attività, ma in modo strutturale, attraverso reti territoriali e tra agenzie educative.

Dal nostro osservatorio, E.Q.U.A.L.I.T.Y. funziona perché non arriva come un progetto da applicare, ma come un percorso da costruire insieme. E questa differenza si sente subito. Abbiamo visto ragazzi che trovano parole nuove per raccontarsi; scuole che escono dalla logica dell’adempimento; famiglie e comunità che si riconoscono in un’esperienza condivisa. Questo, per noi, è impatto sociale: quando cambiano le relazioni, non solo le attività.
C’è poi un impatto culturale molto forte. In E.Q.U.A.L.I.T.Y. l’arte non è un contorno: è un bene comune.
Il docufilm nasce da un lavoro che ha permesso ai giovani di prendere posizione, di raccontare il proprio punto di vista, di trasformare vissuti spesso silenziosi in una narrazione pubblica. Il riconoscimento di Giffoni è importante proprio per questo: dice che un prodotto nato dentro una scuola e un territorio può avere qualità, forza comunicativa e valore pubblico.
Nei territori più fragili, penso alle aree interne, il problema spesso non è solo la mancanza di risorse, ma la frammentazione delle responsabilità.

E.Q.U.A.L.I.T.Y. ha fatto il contrario:

  • ha messo insieme università, scuola, Terzo Settore e cultura.
  • Questo ha prodotto fiducia.
  • Ha creato alleanze educative che non finiscono con il progetto.
  • Ha generato un capitale sociale che resta.

Come Consorzio PERCORSI lavoriamo in contesti molto diversi e posso dirlo con chiarezza:
c’è una domanda reale di progetti come questo:

  • perché funzionano,
  • perché valorizzano quello che nei territori già c’è,
  • e perché innovano sguardi, approcci, metodi e strumenti.

Questo rende E.Q.U.A.L.I.T.Y. replicabile in altre scuole e in altri contesti.
E infine la scalabilità.
Dal punto di vista del Terzo Settore, scalare non significa fare di più, ma fare meglio insieme. E.Q.U.A.L.I.T.Y. può crescere perché lavora per reti, per alleanze, per integrazione con le politiche educative e culturali. È un modello educativo trasformativo che può accompagnare i territori nel tempo, in percorsi di qualità per lo sviluppo.

Chiudo con una riflessione semplice:
Quando Università e Terzo Settore lavorano davvero insieme, non si limitano a rispondere ai problemi: costruiscono possibilità.

E.Q.U.A.L.I.T.Y. è una di queste possibilità.

Per questo, come PERCORSI, continuiamo a crederci e a investire in questa direzione.
Grazie.

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