Editoriale: Assisi 2026

lunedì, 26 Ottobre , 2026

2–3 minuti

Sui passi e per le strade: il racconto della nostra uscita sulle orme di San Francesco

Negli occhi abbiamo ancora la bellezza dei paesaggi umbri e toscani; nei piedi, la sensazione viva di un cammino condiviso; nel cuore, una rinnovata energia. I due giorni di uscita organizzati dal nostro Consorzio — che hanno visto la partecipazione calorosa di molti dei nostri soci, dello staff e dei collaboratori — non sono stati semplicemente una parentesi o una gita, ma un vero e proprio pellegrinaggio dell’anima.

Muovere i primi passi fra i luoghi simbolo di San Francesco — dall’intimità silenziosa dell’Eremo delle Carceri, alla solennità di Assisi, fino alla roccia aspra e profonda de La Verna — ci ha permesso di vivere un’esperienza di pienezza unica. Camminare letteralmente sulle orme di Francesco ha ri-animato il nostro sentire, offrendoci una chiave di lettura nuova per guardare al futuro e alle nostre prospettive personali e professionali.

Ciò che abbiamo contemplato e condiviso in questi giorni ci lascia un’eredità concreta da riportare nel nostro lavoro di tutti i giorni. Abbiamo compreso con maggiore chiarezza che Dio non opera “sopra” la storia in modo unilaterale o astratto, ma si fa strumento attraverso di noi.

La scelta del titolo “Trame solidali: una vita semplice per promuovere l’umano” non è mai stata per noi un semplice slogan. In questi giorni è diventata un filo conduttore visibile e tangibile, che ha preso forma nei dialoghi, nel confronto e nella condivisione fra colleghi, soci e partner che si sono ritrovati a condividere il proprio spazio ed il proprio tempo, nella modalità più pura e semplice dello stare insieme in comunione, e comunicazione.

Questo vuole essere l’impegno che il Consorzio rinnova ogni giorno attraverso il lavoro che compie ed opera. La vera forza della nostra rete sta proprio qui: agire insieme e mai da sol. Soltanto coltivando questa reciprocità possiamo rispondere alla nostra vocazione profonda: fare bene e fare il bene.

Siamo tornati, quindi, alla quotidianità con la consapevolezza che il nostro cammino non si è concluso a La Verna, ma continua ogni giorno nei progetti, nelle comunità e nelle persone di cui ci prendiamo cura.

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