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Home » News » Notizie » Il coraggio di “ben-vedere”: il messaggio di Natale di Percorsi
giovedì, 25 Dicembre , 2025
Riflessioni sulla resilienza e la cura dei legami. Il Direttore Generale Valentino Santucci e la Presidente Adelaide Del Grosso rivolgono un augurio che è anche una bussola per il futuro.
Il Natale è, per sua natura, un momento di sosta e di bilancio. Ma per il Consorzio Percorsi, quest’anno, l’augurio non vuole essere un semplice rito formale, quanto un invito a ritrovare il senso profondo del nostro stare insieme. Un messaggio che il Direttore Generale, Valentino Santucci, e la Presidente, Adelaide Del Grosso, hanno voluto costruire attorno a concetti fondamentali: la memoria dell’innamoramento, la forza della discrezione e la qualità dello sguardo.
C’è una forza silenziosa che muove il nostro lavoro quotidiano. È la forza di chi, come Barnaba – “figlio della consolazione” – o Giovanni Battista, lavora per preparare la strada. Spesso, nel nostro campo, sono proprio le persone “anonime” a innescare le grandi rivoluzioni.
“Chi spinge, spesso, non emerge”, ricordano Santucci e Del Grosso. Eppure, è proprio in quella capacità di essere resilienti e di trasformare le ostilità in risorse che risiede il vero valore del Consorzio. L’augurio di quest’anno celebra chi ha avuto il coraggio di rinunciare a una stabilità priva di gioia per abbracciare una vocazione: lavorare per l’altro, abitando l’instabilità per riuscire, paradossalmente, a stabilizzare i rapporti umani.
Lavorare nel sociale e nella cooperazione comporta un carico emotivo e professionale non indifferente. Per questo, la Presidenza e la Direzione invitano tutti i soci e collaboratori a “fare memoria dell’innamoramento”. Ricordare il motivo per cui abbiamo scelto questa strada aiuta a rivivere quell’entusiasmo iniziale, un antidoto necessario per alleggerire la fatica e riconciliarsi con chi eravamo.
Nel messaggio emerge anche un monito lucido sulle dinamiche di potere e isolamento. “Più si va in alto e più le responsabilità aumentano, rendendo facile cadere nella dinamica dell’io”.
Il pericolo maggiore viene identificato nell’invidere, inteso etimologicamente come il “non vedere”: quel chiudersi in se stessi che porta a giudicare tutto ciò che è fuori. Contro questa deriva, Percorsi propone la pratica del “ben-vedere”. “Le deviazioni interne fanno male a tutti”, sottolinea Santucci “e dobbiamo essere consapevoli che nessun rapporto viene salvato dalla sola regola: occorre l’esigenza di vedersi, di comunicare davvero e di condividere l’isolamento per trasformarlo in comunità”.
L’invito per il nuovo anno è quello di riappropriarci della nostra capacità di essere “trasformativi”. Accogliere i luoghi, far crescere la professionalità e, soprattutto, avere cura dei legami.
“Auguriamo a ognuno di voi un Natale di riconciliazione con il proprio terreno messo in gioco”, concludono il Direttore e la Presidente. “Che sia un tempo per riscoprire il piacere di camminare insieme, consapevoli che la nostra forza sta nella capacità di non lasciare nessuno nell’invisibilità”.
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