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Home » News » Notizie » Un viaggio nell’accoglienza fra le strade dell’Irpinia
venerdì, 3 Ottobre , 2025
Guardare in faccia la realtà non è sinonimo di difficoltà o dolore, ma di comprensione profonda. Significa smuovere le convinzioni per far spazio a uno sguardo più aperto, quasi illuminato, che trova la sua forza nella condivisione umana.
Questo è esattamente ciò che abbiamo sperimentato giovedì 25 Settembre 2025, in occasione della visita di Virginia Caballero, prospectora laboral dell’ente “Fundacion Sieneva” di Granada, ospite grazie ad una Study Visit in seno al Progetto EmpowerHER – Enhacing Migrant Partecipation: Overcoming Wolmen’s Exploitation and Rebuilding Her Resilience, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF). Insieme a Virginia una delegazione di Percorsi ha intrapreso un Tour immersivo tra alcuni dei SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) presentisul territorio irpino: Paternopoli, Sant’Angelo All’Esca e Lapio. Questi comuni rurali non offrono solo un tetto, ma incarnano un vero modello di accoglienza diffusa.
In questi piccoli centri, l’accoglienza è un gesto a tutto tondo: non si limita a fornire una casa, ma offre soprattutto uno sguardo umano, un confortoe le risorse necessarie per ricostruire una vita. È la dimostrazione che l’entroterra irpino ha saputo trasformare un’emergenza in una risorsa di solidarietà comunitaria, grazie al contributo eccezionale di tutti i mediatori ed operatori (educatori, coordinatori, psicologi ed assistenti sociali) che – ogni giorno – si spendono affinché l’accoglienza non siamo solo un miraggio ma una storia vera.
Lungo il cammino, abbiamo incrociato i volti autentici di persone desiderose di condividere il proprio vissuto. Sono storie lontane geograficamente, eppure drammaticamente attuali: racconti di viaggi estenuanti, di conflitti lasciati alle spalle, ma anche di una rinnovata speranza che fiorisce nel contatto con la comunità locale.
I lineamenti di chi, ora, riesce a sperare, parlavano più di mille parole. I loro racconti erano pregni di emozione, carichi del desiderio di ricominciare da zero, onorando al contempo la memoria di ciò che è stato e di chi è rimasto indietro. È incredibile come il nostro entroterra irpino stia offrendo una nuova, inaspettata, forma di espressione e futuro a queste vite.
È stata una dimostrazione toccante: chi è accolto sa, a sua volta, accogliere. Siamo stati travolti dal calore genuino, fatti accomodare nelle case (loro affidate) e invitati a spezzare il pane, un gesto di condivisione universale. A tavola, abbiamo intrapreso un vero e proprio viaggio sensoriale: piatti afghani, iraniani, ivoriani, tunisini… Dal salato al dolce, ogni pietanza ha raccontato un pezzo di storia, un’identità. È nella varietà delle culture gastronomiche che si impara a riconoscersi come uguali. Il cibo, in questo senso, diventa rappresenta un ponte per lo scambio interculturale e la crescita reciproca.
Questo Tour, che è stato un vero e proprio viaggio nell’accoglienza, non è che un punto di partenza. Vogliamo che l’esperienza di giovedì 25 Settembre sia la miccia per incontri futuri. Solo rompendo le distanze fisiche e culturali, si possono valicare davvero le frontiere e costruire un futuro di integrazione concreta.
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